Descrizione
Agosto 2021.
Mosso dall’urgenza di scappare da una Pianura Padana immersa nella pandemia, Andrea parte in scooter per la Sardegna. Cerca una Sardegna minore, silenziosa, lontana dai lustrini delle coste più battute. La trova nei supramonti dell’Ogliastra, dentro alle rughe del canyon di Gorropu e dei vecchi di Urzulei. Poi tra le dune del Sulcis-Iglesiente, dove la natura si fa ostica ma regala perle di rara bellezza, e sulle spiagge di quarzo del Sinis. Il mese trascorso in Sardegna si conficca nell’anima di Andrea che tre anni dopo ritorna sull’isola, deciso a scoprirne l’interno. Si ferma nove giorni a Seulo, il paese dei centenari, un luogo fuori dal tempo che gli regala tutta la generosità della terra e della gente di Sardegna, instillandogli nel cuore l’idea folle di restare.
Pensato come diario di viaggio, attraverso una descrizione insieme geografica e umana, il libro intercetta la graduale rigenerazione emotiva dell’autore a contatto con l’anima autentica della Sardegna. Andrea Negro sbarca a Olbia incrostato di cinismo metropolitano, imbevendosi tanto di meraviglie naturali quanto di testimonianze genuine finisce per annodare la propria storia alle storie del popolo sardo, in un crescendo di compenetrazione con l’isola che lo trasfigura da turista a ospite, da estraneo ad amico. Da questa relazione prolungata nasce un racconto leale, vivido, intimo, ironico, in cui si alternano momenti di lirismo e scene brillanti, approfondimenti storico-sociali e contemplazioni, confidenze e silenzi.
scopri L’isola muta
Informazioni aggiuntive
| Dimensioni | 15 × 21 cm |
|---|---|
| Serie limitata | copia autografata |
| Pagine | 298 |
| Copertina | brossura con alette |
| ISBN | 9791281494121 |





Una sera di ottobre , mi trovavo con un amico in un centro commerciale di Oristano. Ci eravamo dati appuntamento con questo amico, presso la libreria presente nel centro. Non sono solito frequentare quel centro commerciale e nemmeno quella libreria.
Entro in libreria e noto il mio amico, arrivato prima di me, conversare con un tipo mai visto prima, ad un tavolo sul quale si trovavano diverse copie di un libro, il cui autore era il personaggio che ” imboniva ” il mio amico. Essendo io un divoratore di libri, mi sono inserito nella conversazione e li ho conosciuto Andrea e il suo libro.
Naturalmente l’ho acquiststo e la sera stessa, dopo cena ne avevo già letto la metà. L’altra metà l’ho terminata il giorno dopo.
Da sardo/ligure/emiliano, in tutta sincerità il libro che racconta anche di paesi , persone e situazioni che già conosco, ha rimesso in circolo fatti da me vissuti in quei luoghi e che ricordo sempre con tanto piacere.
Ovviamente, altre località le citate da Andrea le conosco solo di nome ma Andrea ne parla con tale entusiasmo e sentimento che , le visiterò sicuramente. Consiglio vivamente di.leggere il racconto di Andrea, non solo al pubblico sardo.
La sera dopo una presentazione del libro.in un paese del campidano, abbiamo cenato insieme io e Andrea e ci siamo raccontati un pò do di nostre vite ed esperienza. Molto interessanti.
Ti auguro un grande successo editoriale per il.tuo libro e ti do app.to in una qualche location nella l’isola che entrambi amiamo e che esistevrealmente, nonostante “Bennato” affermi il contrario.
Un abbraccio
Mario
Evviva, ” L’isola muta …” è arrivato anche a Firenze !!!
I colpi di fulmini esistono, eccome se esistono!! Io mi sono innamorata del libro già dalle prime pagine.
È scritto e descritto talmente bene che sembra quasi di stare sull’isola, di respirarne i profumi , di ammirarne i tramonti infuocati, in silenzio, lontano dal caos della costa.
Ma non è che il nostro bravo autore ha fatto l’eremita , tutt’altro, si è mescolato alla gente del posto, ha parlato con chiunque gli rivolgesse la parola, ha partecipato a feste paesane, ha fatto escursioni spericolate, bagni nel fiume, e tutto questo raccontato con un pizzico di ironia che ti fa sorridere più e più volte. È un libro piacevolissimo da leggere, interessante anche dal punto di vista “geografico” magari da mettere in valigia per una vacanza in Sardegna da usare a mo’ di carta geografica ( per carità no carta stradale purché ha percorso più viottoli disastrati che strade!)
Insomma un libro da leggere tutto d’un fiato. Lo consiglio vivamente.
Un libro coinvolgente che parla di una Sardegna ai più sconosciuta, direi un ritratto intimo e quasi antropologico del popolo Sardo. Con il suo scooter, Andrea fa un viaggio nel cuore dell’anima Sarda proponendoci incontri, riflessioni e scorci di una terra meravigliosa.
Letto con voracità “l’isola muta”, vado spesso in Sardegna e ho sempre colto la bellezza del mare e delle sue spiagge.
Ma la curiosità di entrare nel cuore dell’sola mi è stata sollecitata da questo libro che è stato scritto con passione e con amore.
La prossima estate andrò a conoscere la poetica dei murales Orgosolo e camminare per le vie di Seulo, i piccoli e preziosi dettagli letti nelle pagine a notte fonda, sono sicura ….faranno la differenza.
Da leggere perché non è la solita guida informativa, ma accompagna poco alla volta, alla scoperta di un’isola ricca di tradizioni e soprattutto meravigliosa nei suoi silenzi.
Un libro bellissimo. Un racconto di viaggio in Sardegna, raccontato dallo scrittore, in modo amorevole ed appassionato, le molteplici bellezze dell’isola. Non solo il bel mare con spiagge meravigliose, ma in special modo l’entroterra. Paesi caratteristici, abitati da persone che a prima vista sembrano vestite da una corazza impenetrabile, ma appena riconoscono, il visitatore brava persona, si aprono mostrando la loro vera natura, ospitali e gentili. Consiglio questo libro, a tutti gli amanti di questa meravigliosa isola “Sardegna”
Da un emigrato sardo grazie Andrea ….
Hai presente i profumi di macchia mediterranea che ti pervadono quando scendi dalla nave e imbocchi una delle qualsiasi deliziose stradine dell’orientale sarda?
Andrea ha la capacità di farti provare quella splendida sensazione con le storie che magistralmente racconta nella sua Isola Muta.
Divertente, coinvolgente, scritto in un italiano elegante, ma allo stesso tempo scorrevole e senza inutili fuochi d’artificio, un libro da godere e conservare.
Per chiunque ami l’Isola o per chiunque voglia cominciare a conoscerne il fascino inimitabile. O semplicemente per chi abbia voglia di farsi un affascinante viaggio comodamente seduto in poltrona.
Magari sorseggiando un bicchiere di mirto.
Ha senso leggere un libro solo se è totalmente nuovo e non assomiglia a nessun altro. Questo lo è.
Scegliamo chi e cosa leggere evitando i doppioni, che farebbero perdere tempo prezioso.
L’Isola muta è un libro scritto con lo stile narrativo che permea dai resoconti filmati che Andrea Negro pubblica sui social: avvincenti e coinvolgenti.
La sua scrittura è una via di mezzo tra un documentario e un racconto narrativo che appartiene alla tipologia di programmi televisivi come Geo o, per essere più precisi in termini di affinità, alla documentazione narrativa del programma: “Il Provinciale”, andato in onda su Rai3 e condotto da Federico Quaranta, sempre in compagnia di uno dei suoi cani.
In entrambi i casi emergono i luoghi, le sensazioni, le emozioni, i colori e i profumi che sprizzano da ogni sintagma, peraltro scritto in perfetto linguaggio, non necessariamente forbito ma sempre appropriato.
Nel libro c’è anche una presenza fissa, quasi umana, che è lo scooter di Andrea, antropizzato al rango di compagno di viaggio e facilitatore, che porta sempre insieme con sè come un fedele amico dell’uomo-scrittore.
Non ci sono narratori che scrivono e descrivono come lui, con quella carica di passione che fa emergere il contenuto dai fatti e dai luoghi con la stessa leggiadria di come sboccia un fiore quando mette in mostra il colore dell’essenza e il profumo inebriante.
Il profumo dei luoghi, di cui si parla spesso nel libro, è solo uno degli aspetti non trascurati dall’autore, nella sua feconda e generosa illustrazione.
C’è della poesia, di cui è intrisa quella prosa, che declama, in diretta, quello che lui sta vivendo e che parla ai cinque sensi del lettore.
Più uno: il senso della conoscenza.
Non è solo una lettura. Quel libro è il viaggio, il viaggio di Andrea che trasfonde in chi ne gusta le parole.
Per completare l’immersione socio-geografica de L’Isola muta, il lettore può solo fare un’altra cosa: assistere a una presentazione orale del libro, in libreria, di persona.
Non sarà un’esperienza banale, nè simile ad altre, perché si viene travolti dall’impeto entusiasta e multimediale dell’autore-narratore.
Io, che ho avuto l’onore di moderarne una delle sue, assicuro che non mi è mai capitato di vivere un’esperienza simile, in nessun’altra presentazione che ho moderato e a cui ho assistito. Ne è valsa la pena.
Libro da leggere, non solo da chi conosce la Sardegna, ma anche da chi , come l’autore vuole essere folgorato dal suo fascino
Sardegna, isola bellissima, terra antica, ricca di storia, di tradizioni, di miti, di silenzio… un’ isola, che come recita una frase in esergo nel libro, non assomiglia a nessuno altro luogo…Cicerone moderno,
a cavallo del suo scooter Andrea Negro ci porta nei luoghi meno conosciuti, più autentici …lasciamoci accompagnare alla scoperta di quest’ isola …approfittiamo dell’ avvicinarsi delle prossime feste natalizie regaliamoci o facciamoci regalare il suo libro: vivremo un viaggio inaspettato.
Grazie Andrea
Se conosci la Sardegna la ritrovi in ogni parola,in ogni immagine. Se non la conosci ti assale la voglia di partire e scoprirla. Una dichiarazione d’amore per un’isola meravigliosa.
Libro imperdibile ed evocativo, scrittura impeccabile